La creatività tra poesia e percorso olistico II parte

postato da sanias [02/02/2009 14:56]

Qui io colloco il momento magico che lega la poesia alla consapevolezza. Perchè qui la creatività diventa soggettiva, sperimentale, non si appoggia a elementi esterni, a figure, stereotipi ed altro, ma unicamente sul proprio senso di se e scaturisce dall'analisi intrispettiva proiettata a 360 gradi e con un ponte gettato sulla realtà, non più intesa in senso temporale, con un passato, spesso legato al rimpianto e alla malinconia o a un futuro fatto di speranze e desideri, ma ad un momento indefinito che è al contempo presente, passato e futuro. Una poesia quasi "istantanea", nella quale non c'è nulla da descrivere, da raccontare o da auspicare ma che riflette la semplice essenza del presente.

E trovo peraltro in questo dei punti di contatto con il percorso interiore generato dalle discipline orientali e olistiche in genere. Dove si cominincia con l'analisi dei dati di realtà esterni, il legame emotivo ed energetico che si ha con gli stessi e le emozioni che suscitano nel profondo di noi stessi e l'influenza sui nostri comportamenti e sull'interpretazione della realtà. Nella visione poetica avviene qualcosa di simile e mentre il lavoro sul corpo e sullo spirito consentono di affinare la visione e leggere quei dati in modo sempre più come uno specchio della propria interiorità, così la poesia diviene lo specchio di ciò che succede nell'anima sotto l'influsso di quei dati e di come essi vengono percepiti dalla nostra sensibilità.

Ancora nel percorso olistico pian piano l'influenza della realtà esterna diventa strumento di riflessione del proprio universo interiore, in modo da spostare gradualmente l'attenzione dall'esterno verso l'interno, nella poesia avviene la stessa cosa il collegamento con la realtà che fa da eco ai sentimenti e alle emozioni si capovolge e il flusso dall'interno all'esterno muta invertendo il suo corso dall'esterno all'interno. In entrambi i casi si smette di dipendere dalla realtà esterna e si crea uno spazio interiore dal quale osservare e comprendere.

Devo dire che la poesia ha il vantaggio di essere già un collegamento privilegiato tra l'osservatore e le cose osservate, la realtà viene da subito "riletta" da una posizione che non è "passiva" rispetto ad essa che spesso viene trasformata, trasfigurata e resa più intima e propria. Il poeta è già di per se predisposto alla veggenza e alla "lettura" dell'essenza intima delle cose. Questa felice disposizione porta spesso ad intraprendere percorso iniziatici e alternativi.

 

 


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