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postato da sanias [27/07/2008 11:34]
M'appare già la differenza tra l"assaggio" di Maggio e questo "introduttivo" di Luglio, non appena metto piede nella struttura che ci ospiterà per sette giorni. Sto parlando ovviamente del corso introduttivo di Tantra "La Sessualità meditativa", sono stati sette giorni intensi, dove sia il corpo che la mente, e soprattutto l'ego, sono stati sottoposti a sollecitazioni notevoli. Tutti gli esercizi, che non riporto per ovvi motivi di privacy e di riservatezza, hanno con il loro effetto sinergico provocato una trasformazione effettiva nel mio modo di sentire il corpo e collegarmi con la realtà. Sono rimasto a dir poco sbalordito da quello che il mio corpo è riuscito a sopportare come carichi di lavoro e dispendio di energie, meditazioni impegnative e balli molto intensi, mi hanno mostrato fin dove è possibile arrivare e quanto sono alti i livelli di controllo del proprio corpo. Personalmente ho superato limiti che non avrei mai creduto di poter nemmeno raggiungere. Mano a mano che gli esercizi e le meditazioni "entravano" in me il corpo si plasmava diventando più forte, fluido e flessibile, c'è stato un momento in cui durante una danza scatenata, ho sentito un'esplosione interna e ho provato la sensazione di migliaia di punte di spillo cercassero di uscire dal mio corpo attraverso la pelle dall'interno. La progressione delle meditazioni mi hanno poi consentito di muovere l'energia sessuale e farla salire in alto e in un'occasione, a metà settimana, ha raggiunto la testa con un'onda di calore che mi ha poi lasciato la sensazione di un vuoto al centro della testa in quel vuoto si è innestato qualcosa una sorta di pieno che mi collegava il primo e settimo chakra (letteralmente mi sembrava che un palo si fosse infisso al centro del cranio) questa sensazione mi induceva una sorta di rilassamento totale, con un'induzione al movimento lento e involontario del corpo, questa condizione quasi inebetita ma a tratti di beatitudine, mi consentiva di comunicare con gli altri in modo diretto e amorevole, il parlare diveniva puro godimento, si creavano pause di pura meditazione e contemplazione tra una frase e l'altra, che per questo entravano con grande forza comunicativa. Questa condizione di connessione, che potrebbe definirsi di attivazione del settimo chakra, mi ha consentito di provare una successiva meditazione dal contenuto magico in modo più appropriato, sperimentando il movimento involontario e quindi la parte irrazionale dell'emisfero cerebrale. Altri momenti clou li ho sperimentati quando ho sentito dentro di me il bambino, che ho abbracciato con forza strappandola alla madre, questo è stato il punto più alto del mio lavoro interiore, in quella circostanza ho pianto a lungo, un pianto disperato e acuto senza poter prendere fiato, proprio come un bambino. E ancora la percezione, in altra occasione, del "qui e ora", una sensazione difficile da spiegare perché la parole non riescono a descrivere la quadridimenzionalità dell'esperienza, la cosa è avvenuta a seguito di un esercizio molto intenso e con imput vocale di sottofondo, un gioco del sentire che si sposta dal suono al silenzio in un modo così veloce che la mente spiazzata non riesce a seguirne la geometria per cui la percezione è di essere fermi in un punto di se dove non c'è pensiero, né emozione né altro, solo un vuoto ma pienissimo se stesso. Momenti di profonda meditazione nell'isolamento che mi hanno consentito di entrare dentro di me e nel mio silenzio, al contempo tutto è diventato più chiaro, evidente, vivo, le cose, gli oggetti, la natura, gli alberi, le persone, tutte hanno assunto una dimensione più vera era possibile percepire l'energia emanata dai corpi e "avvertire" i sentimenti. In queste circostanze si riflette sull'efficacia della comunicazione non verbale, il suono delle parole spesso altera e filtra i sentimenti o la trasmissione del messaggio da una persona all'altra, in questo caso invece la trasmissione è pulita, diretta, fisica, energetica. Diventa un silenzioso lavoro di specchi dove le energie di ognuno si riflette su ognuno, riportando dentro ciascuno un profondo senso di se. Giochi di specchi sonori invece la comunicazione tra noi nei momenti di "tempo libero", personalmente da me molto amati, e durante i quali ho potuto conoscere altre sfaccettature di me che non conoscevo e anche conferme dell'esistenza di "uno spazio comune" in cui ci si ritrova in una lettura limpida e condivisa e della propria interiorità.
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